Il Museo-FRaC di Baronissi presenta in streaming il volume su Salvatore Lovaglio

Il prossimo 26 marzo, alle ore 19.00, i canali digitali del Museo-FRaC Baronissi ospiteranno un incontro online dedicato a una recente pubblicazione firmata da Massimo Bignardi. Al centro dell’appuntamento ci sarà il volume Salvatore Lovaglio. La terra, il paesaggio, l’universo, edito da Nomos Edizioni, un lavoro che approfondisce in modo sistematico la produzione dell’artista.

L’evento rientra nel programma “L’autore a chi legge”, rassegna promossa dall’Associazione Culturale Tutti Suonati e inserita nel calendario delle attività formative e culturali del museo di Baronissi. Da quest’anno l’iniziativa può contare anche sull’appoggio della sezione campana dell’Associazione Italiana Biblioteche, rafforzando così la rete di collaborazioni istituzionali sul territorio della Campania.

Il libro propone una lettura ampia e documentata del percorso creativo di Salvatore Lovaglio, ricostruendo quasi mezzo secolo di attività. L’analisi si concentra sui passaggi chiave della sua evoluzione espressiva, collocandola nel contesto delle trasformazioni che hanno attraversato la scena artistica dell’Italia meridionale negli anni Ottanta, periodo di forte fermento culturale di cui l’artista è stato una voce rilevante.

Nel contributo introduttivo, Bignardi mette in evidenza la coerenza e la determinazione che caratterizzano la ricerca di Lovaglio. La pittura viene descritta come pratica costante, quasi quotidiana, orientata a oltrepassare i confini della rappresentazione tradizionale. La tela, lungi dall’essere un limite fisico, diventa spazio di attraversamento e di indagine astratta: dopo una fase iniziale più legata all’osservazione del reale, a partire dagli anni Settanta il linguaggio dell’artista si dirige verso forme non figurative, pur mantenendo tracce e rimandi riconoscibili.

Questa tensione tra materia e visione si manifesta in particolare nei lavori di grandi dimensioni, dove colore e gesto costruiscono un dialogo serrato. Significative anche le incisioni più recenti, realizzate su grandi superfici metalliche e stampate in un unico esemplare: qui si delinea un’idea di paesaggio inteso come spazio cosmico in continua mutazione, animato dalla luce che incide, trasforma e ridefinisce ogni dettaglio della superficie.