Diciannove anni senza Guerino Grimaldi: il ricordo di un arcivescovo che amava Salerno

A diciannove anni dalla scomparsa di Guerino Grimaldi, che fu arcivescovo di Salerno, Mario Polichetti – coordinatore provinciale dell’Udc e figura di spicco nella sanità e nelle politiche sociali a livello nazionale – ha voluto ricordarne la figura e l’eredità. L’occasione è servita anche a lanciare un appello alle istituzioni locali, affinché ritrovino i valori che Grimaldi incarnava.

Grimaldi si spense il 12 aprile 1992, a Salerno, al termine della Messa della Domenica delle Palme, una celebrazione che ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme accolto dalla folla. Nato a Casali di Roccapiemonte l’11 settembre 1916 da una famiglia semplice ma determinata, ricevette il sostegno dei genitori nella sua vocazione religiosa. Studiò prima presso la Badia Benedettina di Cava de’ Tirreni, poi nel Seminario Regionale di Salerno e infine alla Facoltà di Teologia di Posillipo a Napoli, fino a essere ordinato sacerdote nel luglio 1941 dall’arcivescovo Nicola Monterisi.

Nei primi anni di ministero insegnò lettere in Seminario e in istituti superiori, e nel 1946 assunse il ruolo di parroco a San Pietro in Camerellis, nel cuore di Salerno. Qui iniziò un lungo percorso di impegno pastorale e sociale, distinguendosi per la dedizione verso i più deboli e per la capacità di creare legami profondi con la comunità. La sua attenzione alle problematiche sociali e culturali lo portò, il 2 febbraio 1968, a essere nominato vescovo titolare di Salpi e ausiliare di Salerno.

Rimase a Salerno al fianco degli arcivescovi Demetrio Moscato e Gaetano Pollio fino al 1971, quando fu chiamato a guidare la diocesi di Nola. Qui consolidò la sua fama di uomo di cultura e di guida spirituale, portando avanti iniziative incentrate sull’educazione, la cultura e il sostegno ai più deboli. Nonostante il trasferimento, il legame con Salerno rimase sempre vivo, come dimostra il gesto commovente di fermarsi, durante un viaggio, per benedire la città dall’autostrada, simbolo del suo affetto profondo e duraturo.

Nel luglio 1982 tornò a Salerno come coadiutore con diritto di successione, ruolo che assunse con spirito di servizio per oltre due anni. Alla morte di Pollio nel 1984, Grimaldi divenne arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno. Negli ultimi otto anni della sua vita, dedicò ogni energia alla diocesi e alla città, affrontando questioni sociali e lavorative, prendendo posizione contro l’ingiustizia e sostenendo sempre i più fragili. Morì improvvisamente il 12 aprile 1992, dopo aver celebrato la Messa in Cattedrale, affidandosi completamente alla protezione della Madonna.