IL BOOM DELLE AROMATICHE NELLA PIANA DEL SELE

Marco Del Grosso

Dopo il successo della rucola, che è stata riconosciuta nel 2020 come IGP, si assiste, nella Piana del Sele, ad un altro successo colturale che investe l’agricoltura, quello delle piante aromatiche da cucina, un fenomeno che sta dando luogo al più importante polo produttivo nazionale di tale comparto. Abbiamo voluto intervistare, su tale argomento, Marco Del Grosso, tra i più noti e competenti agronomi in campo orticolo.

Vogliamo brevemente ripercorrere insieme, con le sue considerazioni, il percorso che va dal successo della Rucola al boom delle piante aromatiche in Piana del Sele ?

Certamente. In provincia di Salerno ormai ci sono circa 5000 ettari in coltura protetta di ortaggi a foglia per la IV gamma, in primis rucola. Da diversi anni sta crescendo la coltivazione delle piante officinali dette anche erbe aromatiche molto richieste dal mercato. Il comparto, cresce a ritmi sostenuti con aumento notevole della superficie media aziendale.

Quali sono i motivi e qual è l’attuale dimensione del settore delle aromatiche da cucina?

I motivi sono perlopiù dovuti alla ricerca di una alternativa valida e salutistica al sale. Sappiamo bene che quest’ultimo, quando non ben dosato, crea problemi di salute; gli aromi rappresentano una valida alternativa all’insaporimento dei cibi e alla ricerca di nuovi sapori dettati dai grandi e famosi chef stellati

Coltivazione di rosmarino

Potrebbe illustrare quali sono le principali specie coltivate e i metodi di coltivazione più diffusi ?

In ordine, romarino, salvia, menta, timo in particolare. La coltivazione avviene perlopiù in pieno campo per rosmarino, salvia e timo, la menta spesso è coltivata in serra. Tutte sono irrigate grazie a sistemi a goccia per risparmiare e dosare bene l’acqua

Potrebbe spiegarci in particolare l’esperienza positiva in corso del rosmarino a Capaccio Paestum e nei comuni limitrofi ?

Il rosmarino del Cilento ha un aroma molto particolare. deriva da talee raccolte da piante adulte di rosmarino del Cilento, che radicano facilmente in torba, coltivate da vivai della zona. Ci sono da molti anni coltivatori in Capaccio Paestum e comuni limitrofi che lo coltivano in pieno campo anche in terreni declivi e non troppo fertili. gli impianti sono irrigati a goccia e stanno dando ampie soddisfazioni produttive. Non presentano particolari problemi fitopatologici essendo una pianta molto rustica.

Qual e’ l’impatto di queste produzioni nella GDO ?

La svolta sull’incremento della produzione nella Piana del Sele si è avuta, come per la rucola, a seguito della crescente domanda della distribuzione organizzata di aromatiche da condimento. E’ noto che i consumatori chiedono sempre più, anche per tale segmento, prodotto fresco, possibilmente confezionato, disponibile tutto l’anno.

  1. Quali sono in generale le prospettive future del settore ?

Ottime, la ricerca di prodotti alternativi al sale, la coltura rustica e adattabile al clima mediterraneo e a terreni non sempre pianeggianti e non molto fertili e la bassa richiesta di input energetici e di richiesta di manodopera, assicura un buon sviluppo anche per gli anni futuri.

Marco Del Grosso