Emergenza brucellosi: allevatori sollecitano interventi immediati della Regione

Il settore bufalino della provincia di Caserta non può più permettersi esitazioni né ritardi. La priorità, secondo i rappresentanti agricoli locali, è imprimere una svolta concreta al programma regionale di contrasto alla brucellosi, seguendo rigorosamente le indicazioni degli esperti. Il riferimento scientifico resta l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, considerato punto di riferimento nazionale in materia sanitaria. L’organizzazione agricola ribadisce di voler seguire esclusivamente criteri tecnici e valutazioni scientifiche, senza cedere a soluzioni affrettate.

Dal territorio emerge la consapevolezza che il problema sia articolato e richieda un approccio strutturato. Nei mesi scorsi era già stata sollecitata la Regione a mettere in campo un piano organico a tutela degli allevamenti e della filiera della mozzarella di bufala, patrimonio economico e identitario dell’area. Di fronte a una criticità così ampia, spiegano i rappresentanti del comparto, servono interventi coordinati e basati su evidenze scientifiche.

Gli esperti, interpellati dalla stessa amministrazione regionale, hanno confermato la necessità di proseguire con l’individuazione e l’eliminazione dei capi risultati positivi al contagio, come primo passo imprescindibile prima di qualsiasi altra valutazione. Tuttavia, la strategia non può fermarsi qui.

Tra le urgenze viene indicata la messa in sicurezza del reticolo idrico, a partire dai Regi Lagni, spesso interessati da esondazioni e allagamenti dovuti a carenze manutentive e criticità strutturali. Le condizioni del sistema idraulico, specialmente nell’area del Basso Volturno, favorirebbero infatti la diffusione del batterio, rendendo indispensabili interventi di pulizia degli alvei e di adeguamento delle infrastrutture.

Si chiede inoltre di valutare con attenzione i progetti del Consorzio di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno, in particolare per quanto riguarda la manutenzione e il potenziamento delle idrovore, molte delle quali operano in condizioni critiche, aggravate dai cambiamenti urbanistici intervenuti negli ultimi decenni. Fondamentale anche rimuovere gli ostacoli che rallentano il naturale deflusso delle acque.

Parallelamente, viene ritenuto necessario garantire controlli costanti sulle procedure di abbattimento e prevedere adeguati indennizzi per le aziende costrette a sospendere l’attività a causa dei focolai. In gioco non c’è soltanto la salute animale, ma anche la tenuta economica delle imprese e la reputazione commerciale della mozzarella di bufala DOP, simbolo del territorio che va preservato con ogni mezzo.