Giovani e Sud, la ministra Dadone lancia un nuovo sito web per i ragazzi

    La ministra Fabiana Dadone (a sinistra) e Anna Bilotti

    «Un sito internet tutto dedicato ai giovani, dove sono contenute tutte le norme che riguardano gli Under 35. Si chiama “giovani2030.it” e l’abbiamo appena lanciato. Vi si possono trovare una serie di informazioni utili spiegate con un linguaggio meno complicato rispetto a quello di un sito istituzionale: dai bandi di lavoro pubblicati dai ministeri alle tante agevolazioni previste, ai finanziamenti disponibili e così via. È un sito che aggiorniamo costantemente e che ci piacerebbe arricchire con sempre più informazioni. L’obiettivo è di poterlo potenziare inserendo anche notizie che provengono dai vari territori, Comuni e Regioni in primis. Eviteremmo ai giovani di perdersi in tante ricerche su una serie di siti». La novità è stata annunciata dalla ministra per le Politiche giovanili, Fabiana Dadone, nel corso dell’incontro inaugurale de “Il Sud chiama! Rispondi?”, l’iniziativa promossa dalla deputata salernitana M5S Anna Bilotti per contribuire, attraverso una serie di confronti con attori istituzionali, esperti e protagonisti della società civile, al rilancio del Mezzogiorno.

    Durante l’incontro – al quale hanno partecipato anche Giacomo Orco, primo cittadino di Sicignano degli Alburni e sindaco più giovane della provincia di Salerno, e la dottoressa Stefania Leone, direttrice dell’Osservativo Direttore Comunicazione Partecipazione Culture Giovanili, istituito presso l’Università di Salerno – la ministra Dadone ha sottolineato «l’importanza di sfruttare le tante risorse disponibili, grazie al Piano di ripresa e resilienza, non soltanto per il Sud ma nella sua progettualità complessiva riguardo ai giovani, interessati da tutto il processo di rilancio in atto, a partire da quello della digitalizzazione e delle infrastrutture». Ma la ministra ha anche rimarcato la necessità di avviare una «serie di riforme, sul fronte dell’occupazione e del disagio, della formazione e dell’orientamento scolastico, del servizio civile, nelle quali siamo fortemente impegnati con il ministero del Lavoro, il ministero dell’Istruzione e il ministero della Sanità. Perché sono convinta che le offerte di lavoro ci siano ma non riusciamo a incrociarle con la domanda: su questo dobbiamo migliorare dal punto di vista comunicativo e fare rete, soprattutto per raggiungere quanto più possibile i giovani inattivi, che non studiano e non lavorano».

    A proposito del “fare rete”, il sindaco di Sicignano degli Alburni, sottolineando che «in paese, ci sono anche giovani che hanno deciso di rimanere, scommettendo e investendo sul territorio», ha sollecitato maggiore vicinanza e collaborazione tra lo Stato e gli enti locali. «E innegabile che i giovani del Sud, ancor più quelli delle aree interne, siano penalizzati – ha ricordato Orco – e che occorrano ulteriori iniziative per superare questa diseguaglianza che fa male a tutto il Paese. Penso ad attività di orientamento rispetto alle opportunità previste, alla concessione ai Comuni di maggiori strumenti per supportare i giovani, alla facilitazione nell’accesso alle tante agevolazioni che pure esistono ma che non sono note a sufficienza. Qui, c’è chi nutre fiducia ed è pronto a scommettere sul futuro ma lo Stato deve starci vicino, interloquendo in maniera più diretta con le amministrazioni locali e evitando di imporre, come a volte succede, decisioni calate dall’alto e deleterie. Insomma, deve aiutarci a creare le condizioni per sfruttare appieno l’occasione del Pnrr».

    Una proposta operativa è stata formulata anche da Stefania Leone, direttrice dell’Osservatorio sui giovani. «Pur riconoscendo tutta la bontà dell’impalcatura del Pnrr e delle sue finalità a ridurre le diseguaglianze – ha spiegato Leone – suggerirei un maggiore coinvolgimento dei giovani proprio nella realizzazione di questa fase di trasformazione, anche attraverso una fase di ascolto sistematica e una raccolta di dati su base scientifica. Questo consentirebbe da un lato di evitare eventuali delusioni future e dall’altro di mettere in piedi progetti condivisi con le nuove generazioni e le loro reali aspettative, che possono essere anche diverse da quelle che noi adulti stiamo immaginando. La nostra esperienza di ricercatori ci porta a ritenere percorribile questo tipo di partecipazione e coinvolgimento diretto dei giovani».

    «Queste e altre osservazioni e proposte formulate dai partecipanti sono state girate alla ministra Dadone che, posso assicurare, le vaglierà in maniera approfondita – aggiunge la parlamentare Anna Bilotti – Peraltro, la ministra ha già dato disponibilità anche a un ulteriore, eventuale momento di confronto. La buona riuscita di questa prima iniziativa mi conforta e mi stimola a insistere riguardo al ciclo di incontri già previsti sul tema del rilancio del Sud. Anche l’incontro e il confronto di idee sono fondamentali se vogliamo davvero dare una svolta al nostro Mezzogiorno».