“Non perdiamo la fiducia, nonostante tutto ciò che ci circonda”, la riflessione del Direttore Claudio Gubitosi

C’è da impazzire in questo mondo che, con tutte le vicende delle ultime ore, appare sempre più ingovernabile, incomprensibile e inaccettabile. L’angoscia maggiore è non sapere quando questa strana involuzione finirà, né come finirà. Vi risparmio, perché lo conoscete bene, il racconto della grave crisi finanziaria, energetica, internazionale ed esistenziale che stiamo vivendo ormai da mesi. Tra recessione, inflazione e aumenti indiscriminati e speculativi, siamo costretti a vivere giorno per giorno cercando di eliminare il superfluo e trovare un modo per pagare le iperboliche bollette elettriche che mai avremmo pensato di ricevere. Tutto questo mentre alcuni, senza scrupoli, aumentano i propri profitti grazie a speculazioni e operazioni sulla pelle di chi è in difficoltà: i ricchi diventano sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri. Assistiamo alla chiusura di tanti alberghi che si erano appena ripresi dalla pandemia, il sistema turistico è in crisi e tantissime aziende sono talmente vincolate al consumo dell’energia che, se arrestano la produzione, risparmiamo.

Anche noi a Giffoni stiamo vivendo “tempi bui”, anche per il costo dell’energia. Pensate che in questi dodici mesi, solo per mantenere operative tutte le strutture ed i nostri cinema, supereremo di più di 5 volte il costo ordinario dello scorso anno. Parliamo di circa 300 mila euro. Anche noi stiamo vivendo gli effetti di questo momento e stiamo cercando di attivare tutte le procedure necessarie per un risparmio consapevole. Ma quello che mi ferisce di più è l’involuzione del concetto di umanità. Si è totalmente svuotato di significato: cosa vuol dire essere umani oggi? Ovunque ci sono guerre, tensioni, paure, morti innocenti – se una qualsiasi morte può essere definita “innocente” – licenziamenti e affanni.

Questa mattina, però, pensavo che una parte di umanità c’è ancora, esiste e resiste. Possiamo trovarla nella scienza, nelle grandi conquiste dello spazio, nella capacità che abbiamo di scoprire nuovi mondi e forme di vita diverse. Con queste imprese, ad esempio: il vaccino per il Covid scoperto in meno di un anno, l’uomo oggi è ancora in grado di strabiliare e salvare milioni di vite. Penso anche a quello che è successo qualche giorno fa sopra le nostre teste: mentre sulla Terra litigavamo per il possesso di questa o quella regione contesa, nel cosmo, a migliaia di chilometri d’altezza, una navicella si è attaccata ad un asteroide con l’obiettivo di fargli cambiare rotta e impedire una possibile collisione con il nostro Pianeta. Si è trattato di un esperimento per garantire sicurezza alla Terra in futuro ed è stato un successo strabiliante al quale hanno contributo intelligenze, aziende ed Istituti di ricerca di tutto il Mondo: Russia, Cina, Stati Uniti, Europa e ovviamente anche l’Italia. Mi fa strano pensare che mentre, nel cielo, ci impegniamo e cooperiamo per salvare la Terra, qui, sulla Terra, litighiamo e facciamo tutto il possibile per distruggerla e distruggerci, minacciando persino di utilizzare le armi nucleari. Ha una logica tutto questo? Questa domanda mi lascia allibito. Un’esplosione atomica tiene forse conto dei confini degli Stati? Un asteroide che cade sulla Terra, in un Paese dai confini certi e riconosciuti, è un evento che riguarda soltanto quella nazione o forse il mondo intero? Credo che siamo troppo stupidi e non ci saranno mai teorie di geopolitica, flussi e riflussi storici o riposizionamenti di orbite terrestri legate a Paesi come gli Stati Uniti, la Cina ed altri.  Se uno guarda al cielo, come ho fatto ieri sera ammirando una straordinaria luna piena, non può, poi, non rivolgere lo sguardo A terra, non alla Terra, e restare sgomento e sbigottito di fronte a tanta incoerenza del genere umano.

Abbiamo già assistito a tante terribili tragedie. La storia ci ha tramandato che tutte, nessuna esclusa, sono state inutili e inconcepibili. Non possiamo permettere che ne accada un’altra perché – se davvero si finirà per fare uso delle armi nucleari – nessuno di noi sarà al sicuro. Per questo, oggi, mi sento di dire: mondo, reagisci! Mi rivolgo soprattutto ai giovani. Negli anni ‘80, i vostri genitori sono scesi in piazza per protestare contro gli ordigni nucleari. Oggi tocca a voi, tocca a tutti noi: insieme, possiamo dimostrare che la “pace” è un valore prezioso, non una parola fine a se stessa, e che “essere umani” ha ancora un significato.

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